
Nel tempo del Giubileo, l’arte è tornata a dialogare con la Chiesa e con la società come un linguaggio essenziale, capace di unire ciò che spesso appare diviso. In questo contesto si è collocata la mostra Oblatio Mundi – Giubileo degli Artisti, ospitata al MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro, che si è configurata non come una semplice esposizione, ma come un autentico gesto ecclesiale: un’offerta nata dall’incontro tra fede, creatività e ricerca di senso.
L’iniziativa ha coinvolto quaranta artisti chiamati a confrontarsi con il Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi, nel suo ottavo centenario. Un testo ancora capace di parlare al presente e che, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, è stato restituito come parola viva, generando interrogativi e nuove prospettive.
Inserito nel cammino del Giubileo della Speranza, il Giubileo degli Artisti ha richiamato una verità spesso dimenticata: la Chiesa ha bisogno degli artisti, così come gli artisti hanno bisogno di comunità capaci di accogliere il loro sguardo. L’arte autentica, infatti, non si limita a decorare, ma interpreta la realtà, custodisce la memoria e apre al futuro.
In questa prospettiva, Oblatio Mundi si è rivelata un segno concreto di dialogo tra istituzioni culturali e comunità ecclesiale, tra territorio e visione. Le opere hanno attraversato la complessità del presente, offrendo chiavi di lettura nuove e talvolta provocatorie.
Nel suo intervento, l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, ha sottolineato come la mostra abbia rappresentato un’occasione di crescita attraverso l’arte, evidenziando che la bellezza diventa autentica quando si fa servizio e aiuta a riconoscere la dignità di ogni persona. Un ruolo importante è stato svolto anche dall’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, diretto da don Maurizio Franconiere, che ha contribuito a valorizzare il patrimonio come spazio vivo di dialogo tra fede e cultura.
Promossa dalla Fondazione Banca Montepaone insieme all’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, la rassegna ha intrecciato fede, creatività e territorio, interpretando l’artista come un pellegrino alla ricerca della verità. Accanto a nomi affermati, hanno trovato spazio anche significative espressioni del panorama calabrese.
Con la sua conclusione, Oblatio Mundi – Giubileo degli Artisti ha lasciato alla diocesi e alla città un messaggio chiaro: l’arte non è un lusso per pochi, ma una necessità condivisa, uno spazio in cui la speranza continua a prendere forma, colore e parola.
