La Nostra Storia

MUSEO DIOCESANO D’ARTE SACRA   

             don Maurizio Franconiere 

“Voglio un tempio dello spirito”

Con queste parole, Hilla Rebay chiedeva all’architetto Frank Lloyd Wright nel 1939 di progettare il museo Guggenheim di New York, proponendo un’idea potente e senza tempo: il museo non come semplice contenitore di opere, ma come spazio sacro, luogo dell’anima, tempio dell’umanità e della Sapienza.

Questo stesso spirito anima ancora di più la nostra realtà locale, quella della Chiesa di Catanzaro-Squillace, attraverso il Museo Diocesano d’Arte Sacra (MUDAS). Una realtà preziosa, nata dalla volontà dell’arcivescovo Mons. Antonio Cantisani, articolata in due sedi — Squillace e Catanzaro — istituite rispettivamente nel 1984 e nel 1997, entrambe ospitate nei rispettivi palazzi episcopali. Sono collegate da una visione comune: quella di un museo vivo, aperto, capace di comunicare e formare. portando avanti una missione culturale e spirituale che abbraccia la comunità intera.

In questi anni, seguendo gli orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, il MUDAS si è sempre più configurato come centro di animazione culturale, un luogo dove la comunità può incontrarsi, crescere, riflettere. Le collezioni, infatti, non sono conservate in modo statico, ma diventano protagoniste di mostre temporanee, conferenze, presentazioni di libri, incontri con artisti, storici e restauratori.

L’arte sacra diventa parola silenziosa, memoria viva, luce che attraversa i secoli. Ogni oggetto custodito racconta una storia di fede, di popolo, di amore per il divino. Tra le sue sale, l’incontro con l’arte diventa incontro con sé stessi, con la comunità, con il Mistero.

Quindi il MUDAS non è solo uno scrigno di arte sacra, ma un vero e proprio tempio dello spirito per il territorio, capace di mettere in dialogo passato e presente, fede e cultura, bellezza e riflessione, proponendosi , oggi più che mai, come spazio in cui la bellezza diventa linguaggio universale, capace di parlare al cuore dell’uomo e della donna contemporanei, restituendo all’arte sacra la sua originaria funzione: sollevare lo sguardo, alimentare lo spirito, ispirare la vita, un ponte tra passato e presente, tra cultura e spiritualità, dove il sacro si fa visibile.

“L’arte è capace di far risplendere un raggio della bellezza divina anche nelle tenebre del mondo.”  (Papa Benedetto XV)