Il museo diocesano inserito nel “Cammino di Cassiodoro”

Giugno 2026
Museo Diocesano Sede Catanzaro e Sede Squillace

Presentate le attività del Cammino di Cassiodoro: tre giorni tra borghi, archeologia, spiritualità e paesaggio nel cuore della Calabria cassiodorea

Un progetto che guarda al futuro partendo dalle radici storiche della Calabria. Il Cammino di Cassiodoro nasce con l’obiettivo di riscoprire e mettere in rete i luoghi legati alla figura di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, attraverso un itinerario culturale, archeologico e spirituale che attraversa i territori di Squillace, Stalettì, Borgia e Catanzaro.

Il programma ha consentito ai partecipanti di conoscere direttamente il percorso, concepito come esperienza integrata tra borghi storici, sentieri, aree archeologiche, luoghi di culto, paesaggi costieri e testimonianze della tradizione locale. Il Cammino si propone infatti non solo come tracciato escursionistico, ma come infrastruttura culturale capace di unire ricerca scientifica, valorizzazione territoriale, accoglienza e partecipazione delle comunità.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del lavoro condotto dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria, presieduto dal prof. Domenico Benoci, e del Vivarium Project, progetto impegnato nella riscoperta, nello studio e nella valorizzazione dei luoghi cassiodorei e nella ricostruzione della topografia storica dell’antica diocesi di Scolacium grazie alla convenzione stipulata tra il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace guidata dall’arcivescovo Claudio Maniago.

Particolarmente significativa è stata la rete di collaborazioni che sostiene il progetto: il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, l’Associazione Cassiodoro il Grande e i comuni attraversati dal percorso: Catanzaro, Borgia, Squillace e Stalettì.

Il programma si è aperto a Squillace, con l’accoglienza da parte di don Enzo Iezzi e Alessandra Pietropaolo presso il Seminario arcidiocesano del gruppo di escursionisti tra cui Sebastiano Sterpa e Paola Rivetta, giornalisti del Tg5, Violina Hristova, vicepresidente dell’Associazione Stampa Estera, e i soci fondatori di Appy Pilgrim, Saverio D’Addato, amministratore, Roberta Mazzeo e Valerio Rositani, che hanno ideato e realizzato un’applicazione digitale che coadiuva gli escursionisti nel percorso.

L’itinerario è iniziato con una visita alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, illustrata dal dott. Agazio Mellace. In seguito, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di scoprire il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Squillace attraverso la guida di don Maurizio Franconiere, direttore del Museo e incaricato per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Tra le testimonianze di maggiore interesse conservate nel Museo figurano due frammenti del coperchio di un sarcofago altomedievale recanti graffiti e invocazioni a San Senator. La visita è poi proseguita nel centro storico di Squillace, alla scoperta del suo impianto urbanistico medievale, del Castello e delle caratteristiche botteghe artigiane dedicate alla lavorazione della ceramica. Le attività sono state arricchite dal contributo delle assessore Natascia Mellace e Daniela Lioi, del prof. Benoci e di numerosi membri della Pro Loco, che hanno illustrato la storia, le tradizioni e le peculiarità del borgo.

Il percorso è quindi proseguito nel territorio di Borgia, con la visita al Parco archeologico di Scolacium, grazie alla collaborazione della dott.ssa Elisa Nisticò, direttrice del Parco, cuore della memoria romana e tardoantica dell’area. Da qui il gruppo ha continuato a piedi lungo alcuni tratti del Cammino, attraversando paesaggi rurali, vie storiche e punti di interesse fino a giungere all’Agriturismo Borgo Piazza, dove la signora Elvira Ponterio ha accolto i partecipanti illustrando anche i laboratori didattici per i bambini e la gestione dell’area sul solco della Laudato si’.

Successivamente i partecipanti si sono riuniti presso l’area del fons Arethusa, menzionato da Cassiodoro nelle Variae, e presso il Casino di Guglielmo Pepe, dando inizio all’ascesa verso Stalettì lungo l’Antica Via Randa. A metà percorso gli escursionisti hanno potuto sostare presso il Casino Gullà e l’Agriturismo Blandini, accolti da Rocco e Giuditta, per poi raggiungere Stalettì dove, guidati da Gianni Bartolotti, hanno visitato la chiesa dell’Immacolata, l’antico lavatoio, il convento e la chiesa di San Gregorio Taumaturgo, oltre alla nuova sede municipale, accolti dal sindaco Mario Gentile. Le attività si sono concluse con l’immancabile cremolata, tipica del luogo.

Un ulteriore momento del programma ha unito natura, spiritualità e archeologia: dal Santuario della Madonna del Ponte il gruppo si è spostato alla località di San Martino a Copanello, per visionare la tomba di Cassiodoro e la chiesetta del VI secolo, per poi discendere la scogliera sino alle cosiddette vasche. È stata quindi effettuata una visita all’area archeologica della villa romana in località Ceraso, interessata dalle attività del Vivarium Project. Presso l’ex frantoio dell’Antica Villa Ceraso si è tenuto il momento di presentazione del Cammino di Cassiodoro, seguito da un momento conviviale a cura della Famiglia Lopez-Pascali e dalla prosecuzione delle attività verso Catanzaro, dove i partecipanti sono stati accolti ancora una volta dal direttore del Museo Diocesano, don Maurizio Franconiere, e hanno potuto visitare il Museo Diocesano e l’episcopio, di cui ha illustrato la storia, il patrimonio artistico e le collezioni.

Il Cammino di Cassiodoro nasce dunque come percorso antico raccontato con strumenti contemporanei: un itinerario in cui archeologia, spiritualità, paesaggio e innovazione digitale si incontrano per restituire nuova centralità a un territorio che custodisce una delle figure più rilevanti della tarda antichità mediterranea.

La presentazione delle attività ha confermato la volontà di costruire un progetto condiviso, capace di trasformare la memoria cassiodorea in una risorsa viva per le comunità locali, per il turismo culturale e religioso, per la ricerca scientifica e per la promozione dei borghi calabresi. Il Cammino si configura così come una proposta concreta di valorizzazione territoriale: non un semplice itinerario, ma una rete di luoghi, istituzioni e comunità che riconoscono nella figura di Cassiodoro un ponte tra passato e futuro, tra cultura classica e cristiana, tra radicamento locale e orizzonte mediterraneo.